L’11 gennaio 1999 ci lasciava Fabrizio De Andre’, le sue non possono essere definite semplicemente canzoni, ognuna di esse è un’opera d’arte di una complessità figlia di un folle disordine. Parole mai per caso, mai forzate per trovare la rima, fuori dagli schemi e dai luoghi comuni, libere da ogni sistema, interno ed esterno, incenso di una libertà cercata, trovata e testimoniata. Attaccargli una etichetta sarebbe una bestemmia.

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Di VINCENZO DEL VECCHIO

Commercialista e Revisore Contabile in Volla (NA).

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